TOKIO HOTEL L’ora del bilancio A dicembre Bill e Tom si sono offerti qualche giorno di ben meritato riposo sotto il sole delle Maldive. Arnaud, uno dei nostri giornalisti, ha avuto il privilegio di intrattenersi con loro al telefono, un’occasione per fare un bilancio di un anno 2007 ricco di avvenimenti. Intervista. Incontro Un giorno grigio del mese di dicembre, un e-mail proveniente dal management tedesco dei Tokio Hotel attende nella mia messaggeria, in risposta ad una delle mie numerose richieste di intervista. Perché sì, contrariamente a quanto voi possiate credere, anche se lavoro per One, non ho né il cellulare di Bill, né quello di Tom. Per ogni richieste di intervista, sono obbligato a passare tramite un intermediario e a fare delle pratiche che a volte portano via parecchio tempo. Tutto dipende dalla disponibilità del gruppo. Ora, da qualche mese, con mio grande dispiacere, la disponibilità si è fatta rara… Ma torniamo a questa famosa e-mail. Nella sua posta, il mio interlocutore, che qui chiamerò Markus per questione di privacy, mi informa che Bill e Tom sono al momento in vacanza su un’isola dell’oceano Indiano, ma che, se lo voglio, posso chiamare il loro hotel per un’intervista esclusiva. “Se lo voglio?”. Eccome! Chi rifiuterebbe un’intervista con Bill e Tom? Non io. Inoltre, ho un bel po’ di domande da fargli a proposito dell’anno che sta per finire. Voglio sapere come hanno vissuto il 3007 e che ricordi hanno di tutti questi momenti incredibili. Vi interessa? Chiamata a lunga distanza Due giorni più tardi, all’ora convenuta con il buon vecchio Markus, sollevo la cornetta del mio telefono e compongo il numero che inizia con una segreteria che mi è totalmente sconosciuta. Dio mio, ma in che paese si trovano i ragazzi? Ho la sensazione che i miei dirigenti mi torceranno il collo quando riceveranno la bolletta del telefono… Ci siamo, suona. “Allo, Arnaud?” mi risponde una voce famigliare. E’ Bill Kaulitz al telefono. “Come va?”. “Io molto bene. E voi, ragazzi? A quanto pare, vi state abbronzando sotto le palme da cocco? Dove siete esattamente?”. “Siamo alle Maldive.”, mi risponde Bill con entusiasmo. “Ci stiamo divertendo da morire!” Le Maldive… Una ricerca su internet mi permette di localizzare meglio il luogo in cui stanno i nostri furbacchioni. Sì, lo ammetto, la geografia non è il mio forte. Le isole Maldive si trovano a sud dell’India, a circa 8.000 km dalla Francia. Oso appena immaginare il costo della telefonata in quella zona… “Allora, come state passando le vostre giornate? Non c’è niente da fare sull’isola, no?”. “Mi stupisci! E’ la pacchia totale”, mi risponde Bill! “Andiamo in piscina, ci abbronziamo su spiagge di sabbia fine, facciamo surf, beviamo dei drink… In poche parole, ci riposiamo e questo per noi è il massimo! Aspetta, metto il cellulare sul tavolo e metto il vivavoce, così può parlarti anche Tom.” Splendido! Saluto velocemente Tom e gli chiedo come sta andando dall’ultima volta in cui ci siamo visti a Parigi: “Questi ultimi mesi sono stati faticosissimi e avevamo bisogno di ricaricare le batteria”, mi confessa. Ci fa bene essere in un posto in cui nessuno ci conosce e in cui possiamo passeggiare in incognito. E’ da molto che siamo qui. Ne approfittiamo per dimenticarci un po’ della musica e fare altre cose. Ho persino imparato a pescare e me la cavo piuttosto bene! E’ un peccato che Georg non ci sia perché, lo conosco, sarebbe stato fortissimo a pescare i tonni!”. Le battute del buon vecchio Tom… Anche quando l’oceano Indiano lo separa da Georg, trova ancora il modo di coinvolgerlo a distanza… Insomma, tutto questo è molto bello, ma c’è un’intervista da fare! Cominciamo ragazzi? Questo 2007 è stato molto impegnativo. Quale avvenimento è stato più significativo per la vostra carriera? Bill: Ce ne sono stati talmente tanti… Il concerto che abbiamo fatto a Parigi a luglio, appena sotto la Tour Eiffel, è stato un momento molto forte per me. Suonare davanti a 500.000 persone è stato allo stesso tempo terrificante ed eccitante. Non so se le fan se ne sono accorte, ma quel giorno non mi muovevo troppo sul palco… Tom: Sono abbastanza d’acco4rdo con Bill. E’ raro, ma per una volta ammetto che ha risposto piuttosto bene alla domanda… Per quanto mi riguarda, anche il nostro primo concerto in Israele mi è rimasto molto impresso. Non mi aspettavo di incontrare così tante fan in questo piccolo Paese, abbiamo rischiato la sommossa e siamo persino stati feriti dalle fan. E’ stato davvero impressionante. Come ho già detto, è davvero difficile scegliere un momento preciso. Quest’anno è stata la concretizzazione dei nostri sogni più incredibili. Quale rumour vi ha più colpito o irritato quest’anno? Tom: Il rumour secondo il quale la sera del suo diciottesimo compleanno Bill avrebbe fatto la sua dichiarazione in internet dopo un’esagerazione di tisane… Ci ha fatto morir dal ridere! Anche se è vero che al nostro compleanno c’era molto da bere, da quanto ne so, non c’è stata nessuna dichiarazione da parte di Bill. A meno che io non ne sia al corrente. [Tom si rivolge a Bill in confidenza] Dimmi fratellino, mi nascondi qualcosa? Sembra che tu abbia fatto la tua dichiarazione in internet la sera del tuo compleanno… [Ride] La cosa più stupida di tutto questo è che nessuno di noi possiede un blog personale… Bill: E’ vero che questo rumour ha fatto divertire tutti. Non importa che dopo sia stato io ad essere obbligato a rispondere alle domande dei giornalisti a proposito di questa presupposta dichiarazione. Questo invece mi ha fatto ridere meno… Qual è stata la cosa che vi ha fatto più ridere quest’anno? Bill: Ci capita spesso di farci delle belle risate dopo i concerti. E’ un modo per allontanare lo stress. Quando siamo esausti, a volte possiamo passare un’ora a ridere come scemi per una battuta cretina. Tom: D’altra parte, non so perché, sono sempre le battute di Georg. Bisogna dire che quando comincia a raccontarci dei suoi piani pietosi con le ragazze, moriamo dal ridere per forza… [Ride] Avete pianto nel 2007 e, se sì, perché? Bill: Piangere, proprio no, ma avere le lacrime agli occhi, spesso. Ma solo di gioia, durante i concerti o quando riceviamo delle lettere particolarmente toccanti da parte delle nostre fan. Mi è capitato anche di piangere per la rabbia. Come il giorno in cui siamo stati costretti ad annullare due date in Francia durante l’ultima tournée perché io ero completamente senza voce. Ero talmente arrabbiato che mi sono venute le lacrime agli occhi. E’ stato un momento terribile. Ti giuro che non lo dico perché One è una rivista francese e voglio farmi perdonare… Se doveste rivivere un giorno del 2007, quale scegliereste? Tom: Direi il giorno in cui l’album “Zimmer 483” è uscito e si è piazzato direttamente alla numero #1 nelle vendite. Sono stato molto ansioso per questa uscita e abbiamo fatto i salti di gioia quando abbiamo sentito la buona notizia. Ovviamente ne abbiamo approfittato per fare una bella festa. Quella è proprio il genere di giornata che vorrei rivivere! Breve interruzione. In questo momento, Tom si rivolge a suo fratello: “Tieni, a proposito di feste, mi puoi riempire il bicchiere, Bill?”. Poi, consapevole che probabilmente ho sentito quello che ha detto, Tom precisa: “E’ solo del succo d’arancia, eh. E soprattutto, non pensare che ci ubriachiamo sotto le palme. Non fa per noi…” Ma torniamo all’intervista. Azzardo una domanda al filo della cintura. Dovrebbe piacere a Tom… E per quanto riguarda le ragazze, il 2007 è stato un buon anno? Tom: Aspetta, devo pensarci… [Qualche secondo di silenzio] No, infatti, è impossibile dirlo. Non riesco a contarle. Bill, non avresti per caso una calcolatrice sul tuo cellulare? [Ride] Bill (a Tom): Tu sei veramente malato… Tom: Va bene, allora faccio un calcolo a mente. In totale, devo avere circa 483 conquiste femminili in attivo per il 2007. E’ la cifra che mi ero prefissato a inizio anno. Da qui il titolo dell’album… Vi sciocca? [Ride] Se doveste scegliere una parola per descrivere al meglio questo 2007, quale sarebbe? Bill: “Grandioso”. Tom: “Oltre tutte le nostre aspettative”. Impossibile riassumere tutto in una sola parola. E qual è il più bel regalo che vi è stato fatto nel 2007? Bill: Senza alcun dubbio, direi l’accoglienza delle nostre fan in Europa, in particolare in Francia, dove ci sentiamo a casa ogni volta che veniamo. Tom: Caspita, questa è una risposta fasulla… Io, ad essere sincero, i più bei regali che ho ricevuto sono da parte di ragazze. Vuoi che ti faccia un disegno Arnaud? Come vedete il 2008? C’è un evento che attendete in particolar modo? Bill: All’inizio faremo una tournée in tutta Europa. Già non è poco. Ovviamente torneremo a trovare le nostre fan francesi e, per quanto mi riguarda, anche se adoro la dolce calma delle Maldive, già non vedo l’ora di essere sul palco. Tom: La nostra più grande sfida sarà suonare al Parc des Princes il 20 giugno prossimo. E’ un posto mitico e ultra prestigioso perché pochissimi artisti ci sono stati. Noi saremo i primi tedeschi a suonare là, per cui vorrei subito dire che già la tensione comincia a crescere. E’ un immenso orgoglio per noi e spero che tutte le nostre fan saranno là per condividere questo momento. Dopo Parc des Princes, se andrà tutto bene, non ci sarà più niente che si sorprenderà perché non vedo cosa potremmo fare di meglio… Bill: Non dire che non t’importa! Anche dopo il Parc des Princes ci saranno ancora tante altre sfide. Andremo avanti per questa strada finchè non ci fermeremo. Hai bevuto troppo succo d’arancia o cosa? [Ride] Che succede se le fan vi lasciano e lo stadio non sarà pieno come vi aspettereste? Tom: Non avresti un’altra domanda, per caso?! [Ride] Se già cominci a metterci in ansia, non rientreremo più dalle Maldive. Io sto gene qui. Il sole, la spiaggia, il succo d’arancia… Non mi serve molto di più per essere felice. Ah sì, mi dimenticano giusto una cosina, non ci sono ragazze su quest’isola! O co